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2 settembre 2020

ENFEA
Istituite nuove prestazioni per le aziende e i lavoratori


L’Ente Bilaterale ENFEA ha istituito nuove prestazioni per le aziende e i lavoratori che a diverso titolo hanno avuto spese aggiuntive o perdite salariali in conseguenza della pandemia da Covid-19

Le Parti istitutive di ENFEA, con accordo del 18/6/2020 hanno definito Integrazioni al Regolamento Iniziative straordinarie di sostegno al lavoro in presenza di Covid-19, con nuove prestazioni in vigore dal 1° giugno al 31 dicembre 2020. ENFEA (Ente Nazionale per la Formazione E l’Ambiente), è l’ente bilaterale istituito per i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI Confapi.

Nella sezione “Documenti” del sito ufficiale dell’Ente Bilaterale (www.enfea.it) sono disponibili il relativo Regolamento aggiornato e la specifica modulistica. Ecco qui di seguito la sintesi delle novità.

Per tutte le aziende che applicano i CCNL su indicati si segnalano in particolare le seguenti prestazioni di nuova istituzione:

1 C) le imprese che a fronte di un intervento realizzato in applicazione di quanto convenuto dal Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto al contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 e con il contributo del comitato aziendale di cui al punto 13, comma 1 dello stesso protocollo, hanno sostenuto costi per implementare le condizioni di sicurezza con specifico riferimento al protocollo covid-19, in aggiunta ai normali adempimenti in materia di salute e sicurezza, presentando adeguata certificazione o documentazione potranno accedere al contributo una tantum a fondo perduto pari a

  • 500 € per le imprese fino a 30 dipendenti;

  • 700 € oltre 30 dipendenti e fino a 150 dipendenti;

  • 1000 per le altre

e comunque in misura non superiore al 50% della spesa rimasta a carico dell'azienda (al netto del 60% dell’importo che può essere portato detrazione di imposta).

1 D) le imprese che, in relazione ai suggerimenti/disposizioni indicate dalle amministrazioni pubbliche in materia di covid-19 abbiano, con accordo sindacale aziendale o in adesione ad accordo quadro in materia da definirsi a livello territoriale, deciso di accedere a modalità di lavoro agile e abbiano fornito ai propri dipendenti la strumentazione necessaria, compresa la connessione ad Internet, ai quali sia garantita l'integrale applicazione, del punto di vista salariale del contratto collettivo in essere (nazionale e aziendale) potranno accedere a un contributo pari a:

  • 2000 € massimo per impresa con dipendenti in smart working sino a 10 unità, con un valore massimo individuale pari a 200 €

  • 6000 € massimo per impresa con dipendenti in smart working dalle 11 unità in poi, con un valore massimo individuale di 150 €.

Per ulteriori chiarimenti il lo sportello welfare di Api Torino si rende disponibile a fornire delucidazioni al tel. 011 4513.248 / 262 o alla e-mail: sportello.welfare@apitorino.it

CHE COS’È IL WELFARE BILATERALE

Il welfare bilaterale rappresenta una delle opportunità più interessanti presenti nel vastissimo scenario che si è aperto in questi ultimi anni sul fronte delle diverse forme alternative di retribuzione che la normativa consente alle aziende di offrire ai propri dipendenti.

Il welfare bilaterale coniuga i benefici fiscali del welfare tout court con una facilità di utilizzo delle prestazioni offerte, che discende dall’automaticità di un intrinseco vincolo contrattuale.

Declinazione particolare del welfare contrattuale, il welfare bilaterale si sostanzia attraverso i servizi e le prestazioni offerti da un Ente Bilaterale, costituito dalle parti sociali che hanno sottoscritto il CCNL applicato in azienda.

17 giugno 2020

Il Welfare Bilaterale: un’alternativa al welfare aziendale

Gli sviluppi recenti della contrattazione collettiva hanno portato ad una focalizzazione delle parti sociali sull’introduzione di strumenti rivolti al miglioramento del benessere dei lavoratori. Protagonisti di questa nuova fase sono gli Enti bilaterali, la cui storia non è recente, potendo essi vantare origini nelle SOMS, o società di mutuo soccorso di fine Ottocento, e nelle casse edili del secondo dopo guerra, ma la cui funzione è stata solo di recente rivalutata e rivitalizzata dal legislatore.

Gli enti bilaterali sono enti di natura privatistica ancora poco conosciuti, che possono offrire straordinarie possibilità per quelle aziende piccole o piccolissime desiderose di offrire ai propri dipendenti strumenti di welfare, senza averne i mezzi amministrativi o finanziari. Da questo punto di vista diviene cruciale, per la piccola impresa, la scelta del CCNL appropriato, per avere a disposizione strumenti di welfare pronti all’uso, senza necessità di stipulare accordi, o regolamenti specifici.

L’art. 2, comma 1, lett. h) del d.lgs. 276/2003 definisce gli Enti Bilaterali quali «Organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, quali sedi privilegiate per la regolamentazione del mercato del lavoro attraverso: la promozione di una occupazione regolare e di qualità, l’intermediazione nell’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro; la programmazione di attività formative e la determinazione di attuazione della formazione professionale in azienda; la promozione di buone pratiche contro la discriminazione e per l’inclusione dei soggetti più svantaggiati; la gestione mutualistica di fondi per la formazione e l’integrazione del reddito; la certificazione dei contratti di lavoro e di regolarità o congruità contributiva; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento». Inoltre, l’art. 38 della costituzione italiana, afferma che Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.

 

In definitiva, quindi, un Ente Bilaterale è un Ente di natura privatistica costituito dalle parti firmatarie di un CCNL con finalità di assistenza ai lavoratori e alle imprese. Esso è assimilabile a un’associazione non riconosciuta ex art 36 e ss. del Codice civile e persegue finalità di erogazione di molteplici e variegati servizi e prestazioni – di natura mutualistica – che sono stabiliti in sede contrattuale. Questi sono finanziati in massima parte dal Datore di Lavoro ed eventualmente per una parte ridotta dai lavoratori dipendenti.

 

Un Ente Bilaterale è una delle possibili declinazioni del Welfare Contrattuale, ovvero di quel welfare che origina da un contratto collettivo. Gli sviluppi recenti della contrattazione collettiva hanno premuto sull’acceleratore per quanto riguarda l’introduzione di elementi crescenti volti a migliorare il benessere dei lavoratori. Gli Enti bilaterali diventano dunque protagonisti per garantire forme di sostegno al reddito al verificarsi di determinati eventi, quali:

  • Il potenziamento dell’assistenza sanitaria

  • La previdenza integrativa

  • Il sostegno alla famiglia

  • Il monitoraggio delle condizioni di lavoro (sicurezza)

  • La formazione professionale

  • Lo Smart working

  •  

… Più specificamente, il WELFARE Bilaterale deriva da due filoni della contrattazione collettiva:

 

  • Quello che istituiva gli Enti Bilaterali, come casse mutualistiche votate a colmare alcuni buchi previdenziali e assicurativi (per lo più erano contratti settoriali, locali e/o decentrati)

  • Quello che recentemente, in svariati CCNL, cerca di invertire la logica delle relazioni industriali/sindacali, ravvisabile in svariati accordi nazionali di settore

 

Il Welfare bilaterale, quindi, è da considerarsi una forma di Welfare negoziale/contrattuale: è cioè un Welfare sviluppato a partire dalla contrattazione collettiva nazionale o di secondo livello, nell’ambito di un sistema strutturato di enti e fondi bilaterali che erogano i servizi e le prestazioni negoziati.

 

Per quanto sopra descritto, il Welfare Bilaterale rappresenta un’ottima alternativa al costoso Welfare aziendale, che è praticato, statisticamente, in prevalenza da imprese medio grandi e/o attive nei settori economici tradizionalmente più forti. In altre parole, il Welfare bilaterale è in grado di offrire quegli «strumenti di miglioramento del benessere generale dei dipendenti» a quei lavoratori impiegati in settori produttivi caratterizzati da una maggiore frammentazione, o debolezza.

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